Questa ricetta l’ho fatta pensando a una persona precisa. Non in positivo ahimè ma proprio alla faccia sua. Non svelerò chi è. Ma dovevo dirvelo. A volte anche sentimenti negativi possono albergare nel mio cuore. Purtroppo. La ricetta non è farina del mio sacco ma l’ho presa da “La Cucina Etica Dolce” che mi ha regalato la mia amica Chicca
Ingredienti: 300 gr di Farina 00
200 gr di confettura di mirtilli
mezzo bicchiere di succo d’arancia
60 gr di caffè freddo
50 gr di confettura d’albicocca
1 bustina di lievito per dolci
una tazzina da caffè di olio di semi
40 gr di uvetta (facoltativa)
2 Mele grosse
Procedimento:
In una ciotola mettete la farina setacciata. sciogliete il lievito con il succo d’arancia e versate tutti i liquidi insieme. A questo punto aggiungete metà della confettura di Mirtilli e amalgamate bene. A questo punto potete aggiungere l’uvetta. Oliate una teglia e versate il composto. In superficie mettete le mele sbucciate e tagliate in fettine, o se preferite in tocchetti, e ricoprite con la restante confettura di Mirtilli e quella di Albicocche. Infornate a 160° con forno già a temperatura per circa 30 minuti. Controllate la cottura con uno stuzzicadenti. La parte superiore della torta resterà un po’ più liquida per via delle mele e della confettura ma è davvero ottima per un tea in compagnia o una colazione da campioni!
Buon anno a tutti. So bene che non mi sono fatto sentire per un po’ ma trovandomi sull’ottovolante dell’amore e, peggio ancora, pieno di cose lavorative da fare, purtroppo ho trascurato il mio blog. Spero non me ne volgiate per questo.
In questo periodo fino al 22 Gennaio sono in scena con “La Dodicesima Notte” di William Shakespeare nella versione di Davide Carnevali. Una commedia, ironica e autocritica. Io interpreto il personaggio di Malvolio, il consigliere (in questa versione) della Contessina Olivia. Insomma una serie di fraintendimenti, giochi di parole e altre ilarità.
Il mio capodanno l’ho passato bene, in modo inusuale e carino. Il cenone l’ho fatto all’atir-teatro di ringhiera, con alcuni amici. Ho portato delle cose vegane ovviamente per essere sicuro di sfamarmi. Ho portato del sushi, del seitan arrosto con patate, tofu affumicato, e pasta col forno palermitana. Tutto molto apprezzato devo dire. C’era un ragazzo veneto che mi fa, indicando il seitan: “Scusa ma tu sai qualcosa di questa cosa?” e io: “Beh, si l’ho cucinato io” e lui: “ma che carne è? Non capisco.” e io: “Non è carne è seitan” e lui: “E che bestia è?” e io gli ho spiegato essere glutine di frumento, carne vegetale. Era scioccato…
Il resto della serata dopo il brindisi fatto a mezzanotte nel piazzale davanti il teatro,
l’ho passato in un altro teatro, con tutti amici attori. Al teatro dei Filodrammatici. Passato la nottata nella ridanciana compagnia a ridere, ballare e fare scherzi. Sono tornato dopo l’alba, nel silenzio stupendo di Milano dormiente all’alba dei giorni festivi. Ho preso nemo a Casa, io ero ancora un po’ sbronzato e ho fatto una lunga passeggiata con lui. io e lui da soli. Assaporando quel dolce freddo, guardando il silenzio di una città frenetica che si prendeva una pausa, calpestando foglie secche e sorridendo a sconosciuti, solo perché era cominciato un nuovo anno.
Poi ovviamente ho dormito e mi sono riposato fisicamente perché i primissimi giorni di febbraio ho iniziato le prove dello spettacolo che ha debuttato il 10 Allo Spazio Tertulliano qui a Milano. Sono sereno in questo periodo, molto tranquillo.
I primi di Febbraio mi trasferirò a Roma fino al 5 Marzo perché dal 28 Febbraio al 4 Marzo sarò in scena con il mio spettacolo Death and Dancing di Claire Dowie al teatro Furio Camillo, Via Camilla 44 ( M Furio Camillo) e spero di conoscere lettori e amici frequentatori del mio blog in località Romana. I posti sono pochi e vi consiglio di prenotare. Ovviamente sarete aggiornati anche poco prima dello spettacolo. Per ora passo e chiudo, vi aggiornerò a breve!
Eccomi a voi con un riassunto delle mie giornate Natalizie. Premetto che non essendo cristiano non ho mai festeggiato il Natale andando in chiesa o propugnando quella serie di riti con presepe ecc. Questo Natale l’ho passato a Rimini da mia sorella o forse dorrei dire “per” mia sorella. Lei è medico e lavora presso l’ospedale di Rimini e in questi giorni era di servizio dunque impossibilitata a tornare a Palermo, fatto sta che mio padre ha deciso di andare da lei per questa festa portando con se me e mia sorella Chiara.
Dopo una serie di decisioni altalenanti tra il veniamo, non veniamo, alla fine si è presa questa decisione di andare tutti a Rimini. Problema maggiore: mia sorella ha un Jack Russell e lei ha paura di tutti i cani, o meglio che gli altri cani possano fare del male al suo, quindi mi ha vietato di entrare in casa sua con Nemo e mi ha trovato alloggio in un albergo con lui. L’albergo non era male, se non fosse per il freddo glaciale e la mancanza di riscaldamento. Hanno dei condizionatori utilissimi per fare freddo pressoché inutili per fare caldo. E direi che uno dei miei desideri di fare un viaggetto con Nemo si è realizzato.
Altro regalo di quelli richiesti esaudito (da mia sorella) è stato il cappottino per Nemo che ora potrà uscire sotto la pioggia con meno preoccupazione rispetto a me!
Purtroppo un regalo rimasto disatteso è quello del mio bevitore di starbucks, ma prima o poi lo avrò o me lo regalo on line da solo. Poi ho ricevuto anche un maglione da mia sorella. E’ tutto.
Alloggio e peloso:
Il soggiorno riminese è stato curioso, ho passato molte ore in albergo mentre i miei cari dormivano, fino a quando il giorno di natale dopo 3 ore consecutive a fissare il muro ho chiamato incazzato. “Insomma mi sono fatto dei chilometri per stare qui, o ci vediamo o me ne vado”. Mia sorella che aveva la fobia dell’incontro con i cani, piano piano ha visto che i due cani si annusavano pacificamente. Nessuna bega. Ma aveva paura lo stesso. Siamo andati in un parco vicino casa sua e lei ha lasciato il suo libero in modo che non potesse tirarlo al guinzaglio mettendogli paura. Dopo essermi ben accertato che le recinzioni fossero sicure, sorpresa di mia sorella ho mollato anche Nemo. Non si sono molto studiati o non hanno molto giocato. Si ignoravano ma ogni tanto Nemo a velocità supersonica, dall’altra parte del parchetto, si fondava verso Lillo con evidente terrore di mia sorella. Fatto ciò sono potuto entrare in casa di mia sorella con Nemo e disdetto l’albergo. Grande sollievo, anche perché abbiamo potuto lasciare i due pelosi in casa mentre noi andavamo in giro, rimanendo tutti sereni! E come mi rispettava Lillo, tutti i corsi cinofili e testi mi stanno aiutando parecchio a capire ed entrare in contatto con i cani!
Nemo l’abbiamo portato anche in spiaggia, ma non potendomi ancora fidare e lasciarlo libero stava impazzendo in una spiaggia enorme al guinzaglio…Però devo dire che si è divertito comunque!
Cibo:
Abbiamo mangiato solo fuori, eccetto una sera che ci siamo fatti portare il cibo a casa. Che dire della Romagna? Il re è il maiale. Trovare roba vegan pressoché impossibile. Aldilà di qualche piatto di pasta non si va. Cena della vigilia infatti il massimo che mi hanno saputo fare è stato un piatto di spaghetti aglio oglio e peperoncino. Pranzo di Natale strozzapreti al pomodoro. una sera sola sono riuscito a trovare degli gnocchi senza uovo conditi con un sughero di asparagi e zucchine niente male e delle verdure al forno gratinate. Per il resto, pasta al pomodoro e pane, ho trovato anche un paio di piadine senza strutto con mio entusiasmo.
Natale atipico, surreale, che però mi ha fatto stare con 3 persone a cui voglio bene,. Mi è molto mancata la mia mamma. Ma spero di vederla presto. A voi com’è andato il Natale?
Questa è una torta veloce e molto buona che ho fatto per augurarvi buon natale a chi ci crede e buone feste e ferie a chi non ci crede!
Ingredienti:
175 gr di farina 00 o integrale.
250 gr di Yoghurt di soya bianco
200 gr di zucchero di canna o di malto
100 gr di cacao o farina di carrubbe
una tazzina di olio di semi di arachide ( io non uso altro olio che non sia evo se non l’arachide)
1 bustina di lievito per dolci
50 gt di corn flakes
Procedimento:
Mescolate prima gli ingredienti secchi. Poi i liquidi. Alla fine, basterà aggiungere i cornflakes all’interno. Qualcuno in superficie per decorare. Non resta che infornare a 180° a forno pre-riscaldato per circa 20 minuti usate la prova dello stuzzica denti, comunque non tiratela fuori prima di 15 minuti.
Semplice ma corroborante piatto. A prova d’inesperto, buona e slurposa!
Ingredienti:
200 gr di Maltagliati
1/2 Cipolla
1 Carota
1/2 Costa di sedano
100 gr di piselli
150 Gr di Tofu
olio evo
sale e pepe
Procedimento:
Mettete a scaldare l’olio con carote, sedano e cipolla tagliati a cubettini piccoli o un po’ frullati grossolanamente. In contemporanea mettete a bollire dell’acqua salata per i maltagliati. Quando la cipolla & co. iniziano a imbiondire, aggiungete i piselli e un bicchiere d’acqua. Quando l’acqua si prosciuga per bene aggiungete un cucchiaio d’olio e il tofu tagliato a cubettini. Fate dorare il tofu e asciugare bene la sua acqua.
Nel frattempo quando l’acqua bollirà avrete calato i maltagliati che scolerete al dente. Mettete i maltagliati scolati nella padella, e fate saltare per un minuto.
Non resta che servire e mangiare
Bon Appetì!
Passeggiare nelle torbide avventure.
Voltarsi indietro.
Guardare oltre l’orizzonte.
Vedere talmente lontano davanti a se da vedere da dove si è partiti.
Anche il più grande viaggio comincia solo con un passo.
Sguardo alto.
Dritto.
Inconsapevole.
Il vento carezza il volto dello sprovveduto così come quello del saggio.
Uomini, donne, rumori, silenzio, inquietudine, vetro, automobili, alberi, respiro, fiato, affanno, ansia, rumori, stridere di ruote su binari, vibrazioni, odori, freddo tepore, immobile, cane al guinzaglio.
Quanta vita dietro una finestra.
In una casa che non fa eco ma è sola.
Sorrido per il pieno di questo vuoto.
Sorrido per il sole dietro le nuvole.
So di essere umano perché vivo nelle cose che assaporo.
Vorrei anche un viaggio, non importa dove anche in una casetta di montagna dove io possa portare Nemo
Non ho grandi desideri ne folli. Ma Qualcuno si. Le cose per ora vanno bene, come dire quando c’è il teatro nella mia vita tutto il resto si mette a posto. L’amore bussa alla porta anche se per ogni passo fatto avanti due sono indietro. a vi aggiornerò con un post preciso e debito.
Nemo migliora progressivamente sempre di più. E’ molto più calmo, anche se continua a seguirmi ovunque. Fuori non tira per nulla e riesce ad andare d’accordo con praticamente tutti i cani Passo dopo passo si sta riabilitando e sta diventando un cagnolino normale. Ancora non mi fido a mollarlo libero se non in aree protette e devo dire che viene da me l’80% delle volte senza battere ciglio! Per me è una conquista enorme considerando che quando è arrivato qui poco più di un anno fa non si voltava nemmeno se lo chiamavi.
Sarò in scena a Milano dal 10 Gennaio al 22, con la Dodicesima Notte, spettacolo diretto da Sandro Mabellini allo Spazio Tertulliano. A Fine Febbraio invece sarò a Roma con Death and Dancing con me e Paola Giglio. Insomma sono due belle occasioni per poterci incontrare. Devo dire che qualcuno mi becca in giro e mi chiede del mio blog e questo mi fa un enorme piacere.
Non so se avete visto ma ho inserito un sondaggio, per capire se vi piacciono solo le mie ricette o apprezzate anche qualche mio pensiero
Sentititevi liberi di rispondere.
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Mi sono svegliato al suon di un pianoforte.
Sognavo di rose ballerine, che uscivano dal buio ballando fra calle e girasoli.
Fiori, mille fiori.
Ballavo anch’io tra loro.
E uomini e donne sorridenti.
Era tutto un sorridersi, baciarsi, ballare.
Apro gli occhi.
La casa è quella.
I sorrisi e i balli si sono assopiti mentre mi desto.
Mi giro e mi rigiro in un letto troppo grande per un uomo solo.
Come sabbia di luna sparsa.
Mi alzo, seminudo.
Seguo la musica.
Fa freddo, fuori.
Respiro l’aria di una Milano assonnata.
La saluto con un ballo.
Rientro in casa.
Vesto la casa del profumo del caffè mattutino.
Fisso la tazza, grande.
Troppo.
Seguo la mano che la tiene, la porto alla bocca.
Mi bacio la mano in segno di gratitudine alla vita.
Buongiorno mondo!
Il viaggio continua.
Eccovi il comunicato stampa della manifestazione che prenderà forma oggi arrendo da Piazza Fontana a Milano alle ore 18. Venite numerosi e vestiti eleganti!
Il Teatro Lirico di Milano, storica struttura costruita nel 1779, è un simbolo per la città e per l’intera società italiana. La sua storia si intreccia con la smantellamento della cultura e la sua mercificazione a favore di una logica di profitto, con le speculazioni edilizie, con la delega del pubblico al privato e con lo svilimento e lo sfruttamento del lavoro culturale.
Il Lirico giace chiuso da 13 anni, abbandonato e inutilizzato, ed anche per questo è un simbolo: chiudere un teatro è come diminuire l’ossigeno nell’aria. Infatti, come senza ossigeno non si vive, così senza cultura non si formano coscienze critiche.
La sua storia si intreccia con la storia della cementificazione dissennata di questa città, con la costruzione del teatro Arcimboldi nel quartiere Bicocca, da parte di Pirelli. Il Lirico viene abbandonato a se stesso, a vantaggio della direzione privata della nuova struttura.
La gestione della possibile ristrutturazione del teatro intitolato a Gaber è inoltre molto stravagante e legata a nomi come Dell’Utri e Sgarbi: lavori partiti e bloccati più volte per problemi politici e burocratici, in mano a una cordata tra gruppo Bancario Belloni, Impresa Cattaneo e Associazione Temporanea d’Impresa, con in testa il suo capogruppo Longoni.
Il progetto dell’attuale Giunta di Milano è di riaprirlo nel 2016, ma è nostra convinzione che la cultura debba essere una priorità per la città di Milano e non si possa lasciare giacere un luogo come il Lirico per altri 5 anni.Crediamo che il processo che è partito possa essere una ricchezza per la città e i suoi cittadini, ma che vada protetto, non cercando subito il consenso delle istituzioni, semmai quello dei cittadini stessi, perché abbia l’autonomia per crescere.
Il 7 dicembre ci sarà come da consuetudine la Prima alla Scala. Spettacolo solitamente riservato a pochi. La Prima alla Scala è divenuta lo specchio di una gestione elitaria e salottiera della cultura, in particolare di quella che dovrebbe esprimere un’eccellenza. Allora noi costruiremo “La Prima Vera”: una prima, un debutto, una novità che raccoglierà chi, in questa città, la cultura la ama e nella cultura lavora.
Forse non saremo al caldo e comodamente seduti su poltroncine di velluto, ma saremo spinti dal calore del coraggio di riappropriarci di una parte delle cose che ci hanno tolto, di una parte degli spazi dai quali siamo quotidianamente esclusi.
La cultura è prioritaria per lo sviluppo di una società: deve essere considerata un BENE COMUNE accessibile a tutti, necessaria. La sua gestione deve essere democratica: la programmazione culturale non può essere ostaggio di élites spesso più attente alla ricerca dei profitti. Crediamo che partire dal basso possa portare nuovo ossigeno al nostro orizzonte.
I lavoratori della cultura sperimentano da anni, forse da sempre, la precarizzazione che ora investe l’intero mondo del lavoro. Chiunque operi nell’ambito culturale è sempre stato considerato un non lavoratore, un fortunato che fa per passione qualcosa che gli piace, e ora non è solo la consuetudine e l’ignoranza a decretarlo. Vogliamo ricominciare a respirare aprendo spazi culturali, prendendoci la responsabilità di agire in prima persona, senza deleghe e senza alibi.
La lotta per la cultura non può che condurci a rifiutare l’attuale modello economico, che ha portato al vicolo cieco della crisi, immaginando un nuovo modello di welfare basato sulla ridistribuzione della ricchezza e individuando come rivendicazione centrale il reddito minimo garantito.
Il Lirico è simbolo della mercificazione, speculazione, verticismo, impoverimento e svendita della cultura. Immaginiamo di farlo diventare un centro nevralgico della partecipazione dal basso. UN LUOGO IN CUI LA CULTURA POSSA FARSI BENE COMUNE.
Il 7 partiamo dal Lirico, e partiamo per non fermarci. Iniziamo a costruire il nostro futuro, il futuro di tutti.
Dobbiamo rinunciare a cogliere una rosa, per timore che la sua spina ci ferisca?
Questa torta nasce una domenica mattina, per fare colazione con tutti gli abitanti della casa. Esiste dolce più amorevole e casalingo della torta di mele? Non credo!
Ingredienti
1/2 chilo di mele sbucciate e a pezzi
200 gr di farina
2 cucchiai d’olio di semi
100 gr di zucchero di canna
un cucchiaio di lecitina di soya
un cucchiaio di cannella
200 gr di yoghurt bianco di soya
1 bustina di lievito
un pizzico di sale
Procedimento Setacciate farina e lievito. Aggiungete lo zucchero e mescolate. Aggiungete a questo punto la lecitina, l’olio e lo yoghurt. Mescolate con cura e aggiungete la cannella e il pizzico di sale. Appena è omogeneo l’impasto aggiungete la mela a pezzetti. Versate in una teglie oleata e infarinata. Coprite l’impasto in teglia con un sottile strato di zucchero. Infornate per 30 minuti a 180°. Lasciate intiepidire un po’ in forno.Sfornare e affettare.
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